Cosa ci faccio qui?(3)

Monaco, 14 settembre 2018 la voglia di imprendere di una generazione di ingenieri dentali (conio ora questo neologismo perche’ sembra  manchi nei vocabolari.. anche se tali siamo) sembra affievolirsi. Una generazione di odontotecnici appassionati sembra ora sentir crescere la disillusione di chi vede passare davanti la sua vita, ed ingrigire col turbo i capelli…quando ancor ci sono.. […]

Monaco, 14 settembre 2018

la voglia di imprendere di una generazione di ingenieri dentali (conio ora questo neologismo perche’ sembra  manchi nei vocabolari.. anche se tali siamo) sembra affievolirsi.

Una generazione di odontotecnici appassionati sembra ora sentir crescere la disillusione di chi vede passare davanti la sua vita, ed ingrigire col turbo i capelli…quando ancor ci sono..

Si sa, i sogni al risveglio sono altra cosa, proprio per il fatto che si li si vuole razionalizzare, cercando di raccontarlo o di spiegarselo, quando non sono spiegabili ne’ razionalizzabili..

Non era razionale il sogno di chi come me ed i miei fratelli, alla fine degli anni 70, si metteva su un tavolo da cucina a zeppare muffole e a cuocerle nella stessa cucina, con la pentola sul gas, con la mamma che protestava…

Non era economicamente razionale partire senza capitale ma che bello, che eroici avventurieri romantici eravamo..

Eravamo giovani con tutta la vita davanti, d’accordo, ma con quella affascinante, erotica ed attraente sensazione di creare qualcosa che ancora non c’è, dal nulla, come la tenerezza che hanno due genitori quando generano un figlio, dal nulla.

Potrebbe una persona razionale mettere al mondo un figlio, il primo, se sapesse a cosa va incontro?

Per fortuna no. Non sa a cosa va incontro e per questo si lascia andare alla vita.

Il primo lavoro che ci commissiona lo studio vicino a casa che “conosco tuo papà” e per questo ci da una chanche, e’ come la scintilla che scatena l’ultimo guizzo, prima degli altri, del semino che torna a casa, nella cellula femmina. Da lì in poi nulla e’ come prima.

Sei un “laboratorio odontotecnico”, sei incinto.

Sarai papà e mamma, siamo incinti.

Il bambino cresce, si intravedono il cuore e le gambette e tu compri il primo K9 perche’ il trapano a corde costa piu’ di corde che di corrente. E poi fa un casino che il vicino batte sul muro: “che state facendo di la’?”

Una consapevolezza: la cameretta di casa da mamma non va piu’ bene.

Ci vuole un laboratorio ufficiale. Il diploma ce l’hai, la camera di commercio sai dov’e’, che ci vuole?

Il bambino viene alla luce…metti fuori la tabella, orgoglioso, col tuo nome ma, come papa’ e mamma ti accorgi che adesso tutto diventa difficile. Molto.

Ora stai sveglio la notte perchè-dopo avere fatto il prestito in banca-non sai se riuscirai a pagare rata, affitto, bollette, materiali e compagnia bella, mentre papa’ e mamma stanno svegli la notte perche’ l’angioletto ha scambiato la notte per il giorno.

Anche quando dorme ti avvicini alla culla per sentire se respira. Anche piu’ volte per notte, per un po’..

Il tempo passa sotto il tuo naso ed arriva il primo giorno di asilo, di scuola. Il primo distacco e ti senti morire al pensiero che qualche estraneo sia deputato a proteggere e far crescere il tuo pulcino fuori dal nido.

Ti abitui all’idea pensando che così deve essere.

Come ti abitui all’idea che la tua creatura inizi a prendere strade sconosciute, nuovi impegni nuove necessità.

Serve un locale più grande, altri arredamenti altri materiali, il forno per ceramica. Nel tuo cuore il dilemma: “ce la farò o sto portando via ossigeno da casa”?

Capisci che non puoi fermarti; stare fermo non è possibile nell’economia moderna: o  cresci o decresci. Vai in banca, i tempi sono ancora favorevoli ai finanziamenti quasi senza condizioni. Ti stendono il red carpet, manco fossi un divo di hollywood.

Firmi. Firmi per due ore il rifinanziamento del mutuo precedente non ancora estinto che si ingrossa con le nuove spese ma la mano ti trema. Accendi un nuovo mutuo chiedendoti :“chissà perchè si dice accendere un mutuo”?

Il tempo passa ed il profumo di campo fiorito della testa dei tuoi bambini oramai si è trasformato in un intruglio di odori ormonali della loro adolescenza…mentre i profumi eccitanti, forieri di benessere di un tempo, profumi di cera bruciata  di ammoniaca del rivestimento e di monomero, ora ti fanno starnutire ed arrossare gli occhi.

Provi la sensazione di vuoto al pensiero che qualche tuo cliente da un po’ non chiama…e provi una morsa allo stomaco quando capisci che l’eroe dei tuoi bambini non sei più tu.

Ti chiama invece il direttore di banca che ti “invita” caldamente a presentarti in banca, tu sai perchè..

La gentilezza ed il sorriso di un tempo, di un tempo economicamente più rilassato, si trasforma nel sorriso-ghigno della iena ridens che ti chiede conto del mancato pagamento della rata e delle tratte bancarie…abbassi gli occhi.

Avverti qualcosa di strano nella sua arroganza: il rapporto si è invertito. Tu non sei più suo cliente ma lui il tuo. Non è successo altrettanto con i medici i quali non si sognano nemmeno di credere che il loro stabile e chiarissimo rapporto di forze possa cambiare, anzi.

Ti trovi nella paradossale condizione di essere preso nella morsa da tutte le parti: anche con i fornitori il rapporto assume nuove e sgradevoli sfumature. Devi chiedere a testa bassa pazienza nei pagamenti perchè qualche furbetto si approfitta della tua prudenza nel chiedere il saldo dell’estratto conto. Abbassi gli occhi..

I pulcini sono oramai aquilotti: servono scarpe, libri, iscrizioni alla squadra di calcio, gite, vestiti, giochi, cibo..

Ti si bagnano gli occhi vedendoli correre felici dietro ad una palla: nessuno sa però cosa senti dentro pensando al lunedi che viene. Che viene sempre!

Campanello.“Agenzia delle Entrate” dice la voce al citofono

Rispondi:“Eh.. entrate!” spostandoti dalla porta.

Li guardi violare il tuo laboratorio come violassero la tua camera da letto, la cameretta dei bambini, il tuo bagno.

Dipendenti non ne hai più, oramai…ma tua moglie è presente, sempre vicino a te anche nelle difficoltà pur non vivendo il tuo sogno di ragazzo (non si può vivere il sogno di un altro) e non approvando la tua ostinata caparbietà, forse un po’ cieca, viene sempre a darti una mano, dopo il suo lavoro, nella contabilità e nelle consegne.

“E la signora”?

“E’ mia moglie!” rispondi.

“E cosa ci fa qui”?

“Mi da una mano” rispondi.

I funzionari dell’ ufficio delle entrate non sono cattivi, fanno il loro lavoro, ma devono giustificare la loro uscita e perciò qualcosa trovano…

Mi dovrò presentare all’ufficio con documenti aggiuntivi ed uscendo dicono:

“la prossima volta dica che le ha portato il giornale” alludendo alla presenza ingiustificata della moglie in laboratorio…e quasi li ringrazi.

All’ufficio delle entrate ti presenti con il tuo commercialista e si capisce subito chi è l’anello debole della baracca…

Il funzionario ha lo stipendio fisso dallo stato, il commercialista non paga mai i suoi errori, chi resta in quella stanza dove si respira giogo, cappio, forche?

 

Abbassi gli occhi e pensi a casa, lo hai sempre fatto nei momenti difficili, ti dava un senso di protezione..

 

Le cose cambiano però. Lo sai. Non capisci perchè ma lo senti…

A casa non ci sono più bambini che ti chiedono di giocare saltandoti al collo ma adolescenti che ti guardano come un cretino…tu sai che è giusto così…ricordi come sei cambiato tu con tuo papà, ma quanto male fa?

A casa non c’è più la ragazza di un tempo che ti ha aspettato a mangiare, anche se molto tardi, per poi uscire in estate o mettersi davanti alla TV, in inverno, per il vostro programma preferito per poi andare sotto le coperte fredde a scaldarsi…

Ora a casa c’è una donna stanca, con i figli che la fanno arrabbiare, con i genitori anziani che rompono, con una casa da mandare avanti ed i soldi che non bastano mai…


 

6 marzo del 1996:  fuori dalla porta a vetri dello studio sentisti dire dalla Sabrina “..ecco è lui…e adesso cosa gli diciamo?”

Lì per lì non capisci. Entri e ci trovi un tuo collega che assiste alla prova.

Ma come, non eri tu in esclusiva? Ma come, il collega non è quello del laboratorio che ti fa gli scheletrati?

Nulla è più come prima. Quello stesso giorno si rompe il sogno di ragazzo, come una palla di cristallo in cui osservavi le sfocate immagini notturne che viene centrata in pieno da un treno in corsa…frantumi.

Quel giorno lo ricorderai per sempre, come il giorno del 18° compleanno e la sera al cinema con la carta d’identità, come il giorno che è morto Freddie Mercury, come il primo bacio a due petali di rosa rossa, come il primo seno toccato goffamente, come il vestito bianchissimo di lei, come la faccina rosa e tumefatta del tuo bimbo, come il primo rigore parato e la rotondità della palla, perfettamente tra le tue mani come fosse un mondo…

Senti però che va bene, va bene così…

Va bene così perchè quel giorno pensi a tuo fratello che lavora da un paio d’anni a Monaco, anche lui odontotecnico…

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Siamo una rete di laboratori odontotecnici di tutta Italia con una visione: collaborare in modo stretto con gli studi dentistici per un miglior risultato protesico.