Cosa ci faccio qui? (4)

      Monaco, 21 settembre 2018 Anche lui odontotecnico, l’unico reduce dalla Caporetto dei sogni, dalla Waterloo delle aspirazioni di grandezza. Il treno passa, travolge tutto e Napoleone vi è seduto sopra con il mento appoggiato al polso e gli occhi spenti di chi guarda all’ignoto, cercando segni, una traccia qualunque. “When you’ve got […]

 

 

 

Monaco, 21 settembre 2018

Anche lui odontotecnico, l’unico reduce dalla Caporetto dei sogni, dalla Waterloo delle aspirazioni di grandezza.

Il treno passa, travolge tutto e Napoleone vi è seduto sopra con il mento appoggiato al polso e gli occhi spenti di chi guarda all’ignoto, cercando segni, una traccia qualunque.

“When you’ve got to choose, every way you look at this, you lose” cantavano Simon&Garfunkel.

Chissà dove l’hanno letto,  se è un pensiero loro…

“Quando devi scegliere, qualsiasi scelta tu faccia, perdi”

Raramente nella vita capitano giorni così: non è stata una scelta, la strada era senza bivi, diritta e lunga…

I 440 chilometri che separano Verona da Monaco di Baviera non sono l’unica distanza tra due realtà lavorative nel campo odontotecnico così diverse.

“Vengo anch’io a lavorare a Monaco” dici al telefono a tuo fratello che da quasi due anni lavora in Germania, per seguire la via del suo cuore…

E’ il 20 marzo 1996, ci hai pensato due settimane prima di lanciare la bomba. Ci hai pensato per modo di dire: la strada era dritta e ben illuminata, più ci pensavi e più i lampioni si accendevano con vigore e calore.

I ripensamenti arrivavano, nei mesi a seguire, come fitte al cuore: una moglie ed un bambino di tre anni, luce dei tuoi occhi, da salutare ogni domenica pomeriggio alla stazione con gli occhi pieni di loro come istantanee in un album di foto, quegli occhi parlanti che dicevano: “perché papi?” e “in bocca al lupo…ti amo”

Non sai cosa rispondere a quegli occhi anche perché la gola si chiude ed a stento fingi un sorriso…

Quando la strada si accende però, ti aspetta per un po’ ma senza la tua energia le lampadine dei lampioni pian piano si spengono. Una alla volta..

” …egli era come un uomo che sta sopra la collina della città che ha lasciato, eppure non dice -la città è vicina- ma volge gli occhi verso le cime alte e lontane” scriveva Thomas Wolfe nel finale del suo capolavoro “Angelo guarda il passato”

Quando le cose devono accadere, accadono quasi da sole…quando non devono accadere puoi fare tutto ma nuotare contro corrente è faticoso, ed alla fine vieni travolto, stremato..

Il primo di agosto sei a Monaco, con i tuoi quattro occhi, per vedere il laboratorio. Bellissimo, al piano terra dell’Olimpyadorf, il villaggio olimpico teatro della strage degli atleti palestinesi del 1972.

Un giardino comunica il laboratorio con le stanze dello studio dentistico, sullo sfondo la torre della Tv che divide a metà la vetrata..

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