Settembre cadono le…foglie

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SETTEMBRE

Come previsto il tuo cliente migliore non si fa sentire per tutto il mese, nè per pagarti nè per ritirare lavoro…

Quasi ringrazi questo mese magro che ti ha dato però la possibilità di affiancare il consulente nel suo lavoro di creazione di un controllo di gestione del tuo laboratorio.

Seduto alla scrivania, ha chiesto procedure e dati finanziari a te ed a tua moglie, segretaria e tutto fare del tuo laboratorio.

Dopo aver ricevuto le risposte si immergeva nello schermo del computer per registrare i dati e creare il programma di determinazione dei costi di produzione.

Daniele, mi dai la quota di ammortamento annua dei macchinari?” fu la richiesta da un milione di dollari del consulente.

Dopo un attimo di imbarazzo il consulente capì che se me l’avesse chiesto in arabo forse avrei capito di più…

Riprese:“l’ammortamento dei macchinari, anche se ti durano venti anni, per il fisco vengono interamente ammortizzati in cinque anni, dopo di che si dice che il bene è completamente ammortizzato.

Molto loquace e con la spiccata tendenza all’apertura continuò:

“A differenza dell’attività del commercialista il quale si occupa di verificare costi e ricavi, con il controllo di gestione si cerca di mettere in evidenza le aree critiche che ogni azienda può avere ed in particolare la marginalità”

Dopo aver visto i miei occhi interrogativi mi disse:” voi artigiani siete innamorati del vostro lavoro ma quando c’è da alzare gli occhi dal banco siete veramente miopi…”

Incrociò le braccia, si appoggiò allo schienale della poltrona e proseguì:

“possiamo identificare il controllo di gestione in due aree che sono quella dei costi e dei ricavi e quella delle attività e passività. La parte dei costi ricavi che è oggetto ed osservazione di studio del controllo di gestione , confluische nel conto economico, la parte di attività e passività confluische nello stato patrimoniale.

Non capivo nulla ma una sensazione che mi piacesse quello che stava dicendo derivava dalla sicurezza, man mano sempre più chiara, che fosse proprio quello che cercavo..

“Hai la contabilità semplificata” domandò sapendo già la risposta.

“Si” risposi senza sapere cosa fosse ma solo per averlo sentito dire dal commercialista.

“In tal caso conosci solo il quadro dei costi ricavi e cioè il conto economico, mentre se avessi la contabilità ordinaria conosceresti sia il conto economico che lo stato patrimoniale”

Il controllo di gestione a livello macro prende in considerazione il conto economico e lo stato patrimoniale e gli dà una chiave di lettura diversa da quella che normalmente usa il commercialista, cominciando a riclassificare le varie voci, in ordine decrescente, in maniera di isolare grandezze che parlano e che vi danno la spiegazione di come si muovono le forze economiche finanziarie date dalla vostra azienda”

Bingooo!! Un brivido lungo la schiena mi scese. Finalmente non sarà più nulla dato al caso, pensai mentre il consulente proseguiva nella sua opera di scolarizzazione del peggiore della classe…

“La complessità della materia deve essere un po’ semplificata perchè dovete tener presente che il controllo di gestione va bene sia per la Ferrari che per il tuo laboratorio odontotecnico e la terminologia è sempre quella si tratta solo di rendere accessibile e comprensibile la materia ad un pubblico che come voi fatto di piccole aziende.”

“All’interno del conto economico troviamo i costi ed i ricavi: i costi di esercizio sono le spese che voi sostenete per la produzione di protesi e i ricavi sono i relativi incassi.”

“Nelle attivita e passività troviamo invece le cosiddette fonti di finanziamento e cioè le entità esterne alla vostra azienda che vi danno il denaro ed il modo in cui il denaro viene impiegato, e queste due aree tra loro interconnesse permettono di capire meglio l’andamento della gestione.”

Musica per le mie orecchie…

Continua.

Daniele