Dopo le parole, i numeri!

Il consulente, purtroppo, divenne uno “di famiglia”… Purtroppo perchè non si vorrebbe mai aver bisogno di avvocati, medici, notai, commercialisti, meccanici, preti, consulenti ecc. ma tant’è che se non esistessero i professionisti non esisterebbero nemmeno i non-professionisti.

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Il consulente, purtroppo, divenne uno “di famiglia”…

Purtroppo perchè non si vorrebbe mai aver bisogno di avvocati, medici, notai, commercialisti, meccanici, preti, consulenti ecc. ma tant’è che se non esistessero i professionisti non esisterebbero nemmeno i non-professionisti.

Oramai il lavoro del consulente stava per finire ed il foglio di calcolo in excel stava per essere confezionato ad hoc per il mio laboratorio odontotecnico. Dentro quella pagina elettronica si trovava, vi era stata inserita (participio passato del verbo inserire che a noi odontotecnici ricorda qualcosa…) tutta la mia vita visto che la passavo gran parte del tempo in laboratorio.

” Ti è mai successo di fare un lavoro e, al momento della fattura, calcoli quanto ti è costato ed aggiungi il giusto ricarico?”

“Certo che no” risposi io un po’ sorpreso per la domanda

“Ecco in quel caso si parlerebbe di ‘a consuntivo’ ma non credo sia il vostro caso. Voi lavorate a preventivo e perciò, per le lavorazioni standard il listino fa fede al prezzo finale che sarà”

“In qualche caso il medico chiede il preventivo per lavorazioni particolari in cui non riesce a districarsi tra le tantissime voci del listino” spiegai “. In realtà qualcuno chiede il preventivo anche perché non sa quali voci vadano a concorrere per quel lavoro e per comodità ci fanno fare preventivi anche su lavorazioni protesiche semplicissime…”

“Vabbé perciò lavorare a preventivo richiede una calibrazione dei costi precisissima altrimenti rischiate di lavorare in perdita o, meglio che vada, in pareggio, cosa che ti sconsiglio caldamente di fare..” disse sorridendo il consulente.

“Di errori economico finanziari ne ho trovati parecchi ma non sei al disastro. Sono entrato in aziende dove veramente non sapevo dove mettere le mani prima. La mia opinione, visti i tuoi numeri, è che devi iniziare a mettere sotto la lente di ingrandimento tutto: ottimizzazione degli acquisti, controllo del flusso monetario con la tesoreria e soprattutto il listino.”

“Adesso compra un cronometro da attaccare al collo di ogni dipendente, soprattutto al tuo, e inizia a compilare queste schede con ogni tempo di lavorazione e, ti consiglio di ogni singola fase di lavorazione”

Perché così particolareggiato da dover cronometrare ogni fase?” chiesi quasi protestando.

“Mi aspettavo questa domanda” rispose il consulente con occhi furbi di uno che la sa lunga. Continuò: “Se dopo tutto il lavoro di raccolta dei dati dei tempi complessivi impiegati per quella protesi, scoprissi che i tempi lunghi ti hanno portato un ricarico solo del 2% od addirittura in perdita, dove andresti a mettere le mani?”

La mia bocca aperta fece aprire ancora la sua:” se il dipendente che hai in laboratorio è ceramista e lo paghi 30 euro all’ora per fare ceramica, gli fai fare i gessi?”

“Se capita sì” risposi esitante.

“MASOCHISTA!!” rispose il consulente. Se lo paghi 30€ all’ora e impiega 10 minuti a fare un modello tra colatura e rifinitura, ti costa 30/60×10 che fa 5 euro per un modello.

Lo vendi, ammettendo che tu non voglia andare a pareggio, un modello a 5 euro? Rispondo io per te: no! Anche perchè nei costi di quel modello hai messo solo l’operatore, chi l’ha fatto, ma il resto dei costi? Il costo dell’affitto, delle utenze, della tassazione, dei trasporti, degli altri dipendenti; il costo del denaro che le banche fanno a te ed il costo di prestare denaro i medici, di fare loro da banca quando non ti pagano; i materiali, i macchinari che dopo qualche anno sono obsoleti, il magazzino, la parte del magazzino deperibile che devi buttare via, i costi del commercialista, il mio, della camera di commercio annuale, della donna delle pulizie, delle spese condominiali….proseguo?”

Si fermò accorgendosi di essere stato un po’ troppo ficcante, ma in cuor mio lo ringraziai di questa sua durezza spietata. Era quello che volevo: aprire gli occhi!!!

Riprese:” Il modello in gesso lo fai fare all’apprendista (dopo averlo formato bene, mi raccomando) che costandoti, mettiamo, 10 all’ora ti fa costare, al lordo di quel modello 1,66 euro. Casomai insegni, se è bravo, a lui a fare la ceramica e piano piano inizi a guadagnare di più dal suo lavoro. E’ solo un esempio per farti capire quanto sia importante andare a sviscerare i numeri, anche i micronumeri che tutti insieme fanno cifre importanti.

Uscendo, mi diede la mano e, con sincera simpatia mi disse:

“Vedrai, quando consegnerai i primi fogli lavoro a tua moglie per inserirli nel programma che ti ho lasciato sul pc, avrai delle sorprese” e mi guardò con gli occhi che proseguivano “..e non saranno belle”.

Il mio stato d’animo, dopo che se ne andò e iniziai a giocherellare col programma di calcolo che aveva fatto per me, era quello di un bambino che ha la curiosità di voler scoprire, di chiedere sempre perché, e di voler andare fino in fondo: ho preferito sapere e di questo mi do, ancora oggi, una pacca sulla spalla: “PAT PAT Daniele. Bravo.”

…..e soprattutto il listino…quelle parole mi girarono nella testa per giorni.

Nei giorni seguenti non fu facile cambiare le abitudini. Con il cronometro al collo ed il foglio per annotare i miei tempi di lavorazione su una scheda, preventivamente creata con ogni fase di lavorazione, molte volte la scheda veniva strappata con rabbia perchè mi ero dimenticato di annotare due tre fasi ed i relativi tempi e non era più utilizzabile.

“Niente paura” mi dicevo “cosa vuoi che sia, ce la farò..”

Qualche studioso della mente umana disse che servono 21 giorni per cambiare un’abitudine: non so se e perchè fosse vero ma, circa un mese dopo iniziai a produrre schede lavoro precise con tempi di lavorazione, dispositivi particolari impiegati con la relativa quantità, da consegnare a mia moglie-impiegata per essere inseriti nel programma che calcolasse il costo finale del manufatto, compreso anche dell’aria che respiro.

Avrai  delle sorprese” disse il consulente. Le ebbi.

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