Dopo i numeri, lo sgomento.

Dopo tante parole, soldi spesi per il consulente e raccolta dati di costi generali, diretti, indiretti ecc, dopo aver raccolto ed inserito i tempi di lavorazione delle tipologie protesiche più richieste dai medici, i primi responsi mi lasciarono di sasso!

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Ed arrivarono i primi resoconti!

Dopo tante parole, soldi spesi per il consulente e raccolta dati di costi generali, diretti, indiretti ecc, dopo aver raccolto ed inserito i tempi di lavorazione delle tipologie protesiche più richieste dai medici, i primi responsi mi lasciarono di sasso!

  1. Corona metallo ceramica, prezzo di vendita 145€ (escluso metallo palladiato) costo di produzione finale 149;
  2. Protesi mobile totale, prezzo di vendita 450 € costo finale di produzione, compreso di tutto 400€

Nel primo caso un margine negativo (nel pacchetto mettevo anche 4 euro alla consegna; nel secondo caso un margine positivo ma troppo basso (il consulente mi diceva che per noi, per la mia realtà avrei dovuto produrre un ricarico minimo del 25%…

Rimasi inebetito per diverse ore, ripensando a tutti gli sforzi economici ed umani che avevo profuso: l’impressione di aver buttato via una grossa fetta della mia vita era qualcosa che mi infastidiva molto.

Quella sera chiusi il laboratorio con una tristezza nel cuore che non auguro a nessuno. La domanda era: e adesso che faccio? Mica posso continuare così!

Si dice che la notte porti consiglio ed i proverbi popolari sono quasi sempre azzeccati: al risveglio, il mattino dopo, sono preoccupato ma un pensiero mi rincuora.

Così, almeno so cosa devo fare!”

Dovevo rivedere il listino e parlare con il mio cliente principale. Impresa difficile e rischiosa ma non avevo scelta. I materiali incidono al 8%, i macchinari ancora meno, spese generali hanno un peso ma il costo maggiore si trova nel relativo tempo di lavorazione e perciò dovrò velocizzare i dipendenti ma..

Devo migliorare tutto questo ma non ce la farò mai se non alzo il listino, del 20% almeno, di Gaetano.

Impresa dura ma non avevo altra scelta. O Roma o morte!

Mi preparai con cura una premessa, un cospicuo fascicolo di prove ed una conclusione, per spiegargli tutto il lavoro di analisi dei costi fatto in quei mesi.

Chiesi un colloquio e lui, mostrando attenzione al senso di tutto questo ed ascoltando senza dire nulla, mi congedò dicendomi:

“Va bene, non c’è problema…vorrei avere io un controllo dei costi cosi’ preciso!”

Sapevo del rischio al quale andavo incontro: avrebbe potuto rivolgersi al mio collega, che premeva da tempo e, senza dirmelo, tagliarmi fuori. Il fatto che non contestò in nessun modo il nuovo listino era infatti un segnale inquietante: aveva due significati geometricamente contrapposti.

Andò bene. Il consulente mi disse al telefono, dopo il mio racconto, che probabilmente se non aveva battuto ciglio la sua percezione del listino, rapportato al tuo servizio, poteva essere quella di un listino basso…

E così fu! Il rapporto continuò come prima, ma qualcosa era cambiato per me, nella mia soddisfazione lavorativa ed economica.

Lo scoglio più grosso era lui. Era il cliente con il quale collaboravo da 15 anni perciò il listino era stato  aggiornato, nel tempo, poco e male. E poi, essendo il cliente con la mole di lavoro maggiore, ed avendo un margine di guadagno addirittura negativo per qualche lavorazione (che mangiava il margine positivo di altri clienti) il rialzo del listino con lui fu sufficiente a vedere subito un miglioramento economico.

Un altro medico non accettò e lo persi…ma anche con lui lavoravo con un margine insufficiente perciò fu meglio cosi: se lavori in perdita piu’ lavori e piu’ perdi.

Anche se i costi fissi sono ripartiti per una massa piu’ grossa di lavoro, quello che incide di più sul costo di produzione sono i tempi di lavorazione che non possono essere ripartiti in nessun modo, solo ottimizzati.

Da lì in poi, ai nuovi clienti che nel tempo si aggiunsero fu proposto ovviamente il listino nuovo: lo spirito, l’umore nel mio laboratorio migliorò anche perchè, se si lavora con la sensazione di saper dove si sta andando, tutti i componenti ne risentono positivamente.

I fogli prestampati di rilevazione tempi , viaggiavano sempre insieme a qualsiasi lavoro e i cronometri al collo di tutti sembrava andassero a motore..

Inaspettatamente, analizzandole, scoprii quale tipo di lavorazione portava più margine..

Continua

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Daniele