Buon anno a chi?

Quante volte è sincero, con un moto del cuore che spera il bene del destinatario? E quante volte invece è solo una frase che in modo meccanico si recita in questi giorni? Un pensiero mi ha spinto a scrivere questo post: la visita nel suo laboratorio stamattina ad un mio caro amico e collega di Verona.

Quante volte sentiamo o recitiamo questo augurio in questi giorni?

Quante volte è sincero, con un moto del cuore che spera il bene del destinatario?

E quante volte invece è solo una frase che in modo meccanico si recita in questi giorni?

Un pensiero mi ha spinto a scrivere questo post: la visita nel suo laboratorio stamattina ad un mio caro amico e collega di Verona.

Vedere le scatole con i lavori la cui data riportano il 7.1.2020 e mandati il 23 dicembre, mi ha fatto tenerezza ed un po’ dispiacere..

Lui cerca di farsela andare bene dicendo “massì tanto mia moglie lavora in questi giorni…e non avevamo previsto di andare via…” ammette però:” sono tre lavoretti, tre cosette..”

Non parlo degli studi che mandano questi lavori con quella data perchè dobbiamo dire che siamo complici, in fondo.

Sai quante cose avrebbe da fare una persona nei giorni liberi? Stare con i figli, fare sport, stare con la famiglia d’origine e chissà cos’altro.

Buon Anno nuovo, caro Collega ed il mio augurio arriva da dentro, da una persona che in questi giorni sente dentro le stesse cose che senti tu, da quasi quarant’anni.

Buon anno ai tuoi dubbi certi, alle tue certezze dubbiose e alle tue speranze che ti auguro di non lasciare mai.

Buon anno nuovo a te che senti le stesse cose che sento io.

Buon anno, e non ridurti come il collega della foto…

Daniele